venerdì 25 maggio 2012

Farmaci consentiti in gravidanza

Durante il primo trimestre di gravidanza è consentita un'opportuna integrazione di ferro e di acido folico per la prevenzione della spina bifida. Superati i primi tre mesi, in un'ipotetica graduatoria tra i farmaci utilizzabili (in termini di rapporto tra possibili rischi e benefici), gli antibiotici certamente occuperebbero uno dei posti più favorevoli. E' buona norma utilizzare quelli più adatti al singolo caso.
In ogni caso sono permessi:
  • Penicilline naturali, come amoxicillina, ampicillina, associazioni con acido clavulanico;
  • La eritromicina, spiramicina e josamicina, considerate farmaci ragionevolmente "sicuri". Le ultime due vengono usate per la prima infezione da toxoplasma.
Tra gli antinfiammatori:
  • Acido acetil salicilico. E' sconsigliato negli ultimi 90 giorni di gravidanza a meno che l'uso sia specificatamente prescritto dal medico, perché può provocare fenomeni emorragici nel feto e nella madre, in quanto riduce l'aggregazione piastrinica. Può ritardare l'inizio del travaglio del parto e nel nascituro precoce può provocare la chiusura del dotto di Botallo;
  • Paracetamolo, analgesico-antipiretico, è considerato tra i farmaci di prima scelta in gravidanza.
Tra le creme:
  • Le creme a base di arnica hanno un'azione lenitiva, usata anche per traumi, contusioni. E' un preparato omeopatico, molto usato anche nei bambini. Non ci sono controindicazioni in corso di gravidanza, come per la maggior parte dei prodotti che vengono somministrati per via topica (unguenti, gel, creme, paste).
  • Anche preparati a base di escina e bromo melina possono essere usati in gravidanza.
  • Per tromboflebiti, ematomi, infiammazione delle varici è consigliata una pomata a base di glicosaminoglicanopolifosfato.

Bisogna fare attenzione ai farmaci NON consentiti in gravidanza:

E' importante sapere che assumere l'ibuprofene durante la gravidanza (leggi moment o antalgil o nurofen, brufen o altri) uno dei principi attivi più comuni negli analgesici, può raddoppiare il rischio di aborto.
L'analgesico che comporta maggiori rischi è il Diclofenac (voltaren il nome commerciale più noto)
Secondo la ricerca se questo tipo di farmaci viene assunto tra i 15 giorni precedenti il concepimento e la ventesima settimana di gestazione aumentano di 2,4 volte il rischio di aborto spontaneo, poiché impediscono il corretto impianto dell'embrione nell'utero. Dunque sembrerebbe che il livello di attenzione debba essere alzato addirittura prima di pensare ad una gravidanza.

Pertanto i farmaci da mantenere lontani sono:
  • Ormoni androgeni e progestinici di sintesi derivati dal nortestosterone. Possono provocare una mascolinizzazione del feto della femmina più o meno grave;
  • Farmaci citostatici (antitumorali), in particolare antagonisti dell'acido folico (methotrexato, aminopterina);
  • Aminoglicosidi come actinomicina D, adriamicina, vincristina. Hanno un'azione embriotossica e abortigena;
  • Tetracicline: studi condotti sull'animale hanno evidenziato effetti sullo sviluppo scheletrico durante il primo trimestre di gravidanza. Nei trimestri successivi possono causare alterazioni della colorazione dei denti ed epatossicità materna quando somministrate a dosaggi elevati;
  • Misoprostolo: inibisce la secrezione gastrica e stimola la produzione di muco. Non deve assolutamente essere usato nel corso di una gravidanza in quanto, essendo un analogo delle prostaglandine, può indurre ad aborti spontanei. Il misoprostolo, infatti, associato a mifepristone lo troviamo nella pillola abortiva RU486;
  • Vitamina A ad alto dosaggio (sola o in associazione multivitaminica) e i suoi analoghi: si sono dimostrati particolarmente pericolosi dal punto di vista teratogeno. Quindi è importante tenere sotto controllo anche l'assunzione di integratori durate la gravidanza: la quantità di vitamine e composti presenti nel prodotto potrebbero sommarsi con quelli assunti normalmente con la dieta.
  • Nei primi due mesi di gravidanza è da tenere sotto controllo l'utilizzo di prodotti fitoterapici, omeopatici, preparati erboristici, preparazioni galeniche e prodotti naturali. La maggior parte delle donne, infatti, non è consapevole del rischio di assumere CADs (definiti come prodotti costituiti da erbe o di origine naturale): possono avere effetti collaterali anche il semplice olio di mandorla e la propoli, usati per prevenire la formazione di smagliature e trattare il mal di gola. La somministrazione di purganti drastici è vietata. Si consiglia sempre un consulto dal ginecologo.
  • I cerotti transdermici antidolorifici-antinfiammatori non devono essere usati in gravidanza; la quota di farmaco che viene liberata dalla matrice attraversa derma e ipoderma e raggiunge la circolazione sistemica. Non sono stati documentati gli effetti del farmaco in donne in stato interessante, quindi ne è sconsigliato l'uso.
  • L'isotretinoina, derivato della vitamina A, appartiene alla famiglia dei retinoidi ed è utilizzato per il trattamento dell'acne nelle forme più gravi, come l'acne vulgaris. Essendo un farmaco dagli alti effetti collaterali, non va assolutamente somministrato alle donne in gravidanza per l'effetto teratogeno. Una possibile paziente deve addirittura attuare una terapia anticoncezionale almeno un mese prima l'inizio del trattamento farmacologico e deve essere effettuato il test di gravidanza (deve essere negativo) i primi 3 giorni del ciclo mestruate successivo alla visita del medico


  • fonte: http://kidzone.blogosfere.it/2012/04/farmaci-in-gravidanza-quali-si-e-quali-no.html

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